Questa non è una mostra tematica. Non rincorre uno zeitgeist, né costruisce un itinerario
cronologico. Piloto Milano è un esperimento, o forse meglio uno strumento, per interpretare i
comportamenti: quelli del visitatore, ma anche quelli di chi crea, inevitabilmente plasmati da
dinamiche culturali e sociali. È un progetto aperto, in cui designer indipendenti e brand affermati
collaborano e si confrontano.
Qui si incontra un frammento di paesaggio urbano, composito e discontinuo. Un percorso che parte
dal Brasile — dove prosperano manifatture di arredo a conduzione familiare di matrice italiana —
attraversa altre capitali del mondo, la cui energia si proietta verso una contemporaneità globale, e
arriva fino a comunità in cui il lavoro artigianale nasce in stretto dialogo con la vastità del
paesaggio naturale.
A distanza, una sottile distorsione volumetrica definisce il tono dell’insieme: un invito ad
avvicinarsi, a osservare meglio, a comprendere il messaggio racchiuso in ciascun pezzo. Anche in
senso letterale: un pulsante nero, collocato sulla parete, permette di avvicinare il telefono e accedere
a ulteriori contenuti. Il design è uno strumento di comunicazione potente, forse l’unica vera ragione
per cui continuiamo a lavorare in questo campo. Bisogna ascoltarlo con attenzione.
Accoglierlo. E poi trasmetterlo.